Rizzi Stefano Tributarista

Consulenza controllo di gestione: cosa serve davvero a un imprenditore

Molti imprenditori gestiscono la propria azienda guardando il conto corrente. Quando è pieno, si va avanti. Quando si svuota, si corre ai ripari. Una consulenza sul controllo di gestione serve esattamente a rompere questo schema: non per fare analisi fini a sé stesse, ma per dare all’imprenditore una lettura chiara di cosa sta succedendo nella sua azienda, prima che i problemi diventino urgenti.

Non si tratta di un lusso per grandi imprese. È uno strumento che si adatta anche a SRL e PMI con strutture snelle, a patto di impostarlo nel modo giusto.

Perché il controllo di gestione nelle PMI non è una formalità

Il controllo di gestione nelle PMI viene spesso confuso con la contabilità ordinaria. In realtà sono due cose diverse.

La contabilità registra quello che è già successo. Il controllo di gestione serve a capire perché è successo e dove si sta andando. La differenza non è sottile: una azienda può avere il bilancio in pareggio e trovarsi in difficoltà di liquidità. O, al contrario, avere margini migliori di quanto sembri, ma non saperlo perché i costi non sono mai stati analizzati per singolo prodotto o commessa.

Un imprenditore che non ha questa visione lavora bene, ma decide alla cieca. Decide su prezzi, su fornitori e su investimenti senza sapere quale parte del suo business genera davvero utile.

Il problema, nelle realtà più piccole, è che spesso manca il tempo (e la struttura interna) per costruire questi strumenti. Ed è qui che ha senso affidarsi a uno studio professionale che li configura in modo adatto alla dimensione e al settore dell’azienda.

Cosa comprende una consulenza strategica e direzionale concreta

La consulenza strategica e direzionale non è fatta di presentazioni e grafici. È fatta di numeri letti insieme, di scelte supportate da dati, di revisioni periodiche dell’andamento.

In pratica, può includere:

  • la costruzione di un piano dei conti riorganizzato per leggere i margini per prodotto, cliente o linea di business
  • la definizione di indicatori (KPI) scelti in base al tipo di azienda, non copiati da un template generico
  • l’analisi degli scostamenti tra preventivo e consuntivo, per capire dove i piani non si sono realizzati e perché
  • il supporto nella lettura dei flussi di cassa prospettici, utile quando si pianificano investimenti o si valuta un finanziamento

Ogni azienda ha la propria struttura di costi e ricavi. Una consulenza seria parte da lì, non da un modello preconfezionato.

Per chi vuole capire meglio come lo studio Rizzi imposta questo tipo di lavoro, può partire dalla pagina dei servizi su rizzi-tributarista.it.

I segnali che indicano che è il momento di strutturare il controllo di gestione

Non sempre è chiaro quando un’azienda ha bisogno di questo tipo di lavoro. Alcuni segnali ricorrenti:

Il fatturato cresce ma la cassa non migliora. È uno dei casi più frequenti. Significa che da qualche parte c’è una perdita di margine, o che i tempi di incasso non sono allineati ai tempi di pagamento. Senza un’analisi strutturata, è difficile capire dove intervenire.

Non si riesce a capire quali prodotti o clienti sono davvero redditizi. Lavorare molto non vuol dire lavorare bene. Alcune aziende scoprono, dopo un’analisi sui margini, che una parte del loro portafoglio genera pochi utili o addirittura li erode.

Le decisioni di prezzo vengono prese “a sentimento”. Il prezzo si fissa in base alla concorrenza o all’abitudine, senza partire dai costi reali. In certi settori questo porta a vendere sottocosto senza accorgersene.

Si vuole accedere a un finanziamento o valutare un investimento. In questi casi, avere dati organizzati non è solo utile per decidere meglio, spesso è richiesto dalla banca o dall’intermediario.

Se almeno uno di questi punti rispecchia la situazione dell’azienda, vale la pena valutare un confronto con un professionista.

Come lavora lo studio Rizzi sul controllo di gestione

Lo studio di Stefano Rizzi, con sede a Malo (VI), segue aziende, SRL e PMI nella gestione contabile, fiscale e nel controllo di gestione. Il lavoro non si limita alla compilazione delle scritture: l’obiettivo è che l’imprenditore capisca cosa significano i numeri della sua azienda e possa usarli per decidere.

L’approccio è quello di un affiancamento continuativo, non di una consulenza una tantum. I numeri cambiano ogni mese, e cambiano anche le condizioni di mercato, i costi, le scadenze fiscali. Un controllo di gestione utile deve essere aggiornato e interpretato nel tempo, non solo impostato una volta.Per chi è interessato a capire se questo tipo di lavoro ha senso per la propria realtà, lo studio è disponibile per un primo confronto. Non serve avere tutto già chiaro: spesso il punto di partenza è proprio la sensazione che qualcosa non torni, ma non si riesce a capire cosa. Il sito dello studio Rizzi Tributarista raccoglie i riferimenti per prendere contatto.

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